percy

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sabato, 31 marzo 2007

Maria Bethania- Um jeito estupido de te amar - 1977

primero essa perla
de:Fauzi Arap

Eu Vou Te Contar

Eu vou te contar que você não me conhece

E eu tenho que gritar isso
Porque você está surdo e não me ouve

A sedução me escraviza a você
Ao fim de tudo
você permanece comigo
Mas preso
ao que eu criei
e não amei

E não a mim
E quanto mais falo sobre a verdade inteira
Um abismo maior nos separa

Você não tem um nome e eu tenho

Você é rosto na multidão

E eu sou o centro das atenções

Mas há mentira na aparência do que eu sou
E há mentira na aparência do que você é

Porque eu não sou o meu nome
E você não é ninguém

O jogo perigoso que eu pratico aqui

Busca chegar no limite possível de aproximação

Através da aceitação da distância
Ou do reconhecimento dela

Entre eu e você

Existe a notícia que nos separa
Eu quero que você me veja nu

Eu me dispo da notícia

E a minha nudez parada

Me denuncia e te espelha

Eu me delato
Tu me relatas

Eu nos acuso e confesso por nós
Assim me livro das palavras
Com a as quais você me veste.

 

                                                            ********************************** 

Eu sei que eu tenho um jeito
Meio estúpido de ser
E de dizer coisas que podem magoar e te ofender
Mas cada um tem o seu jeito
Todo próprio de amar e de se defender
Você me acusa e só me preocupa
Agrava mais e mais a minha culpa
Eu faço, e desfaço, contrafeito
O meu defeito é te amar demais
Palavras são palavras
E a gente nem percebe o que disse sem querer
E o que deixou pra depois
Mais o importante é perceber
Que a nossa vida em comum
Depende só e unicamente de nós dois
Eu tento achar um jeito de explicar
Você bem que podia me aceitar
Eu sei que eu tenho um jeito meio estúpido de ser
Mas é assim que eu sei te amar

postato da: percynhax alle ore 23:25 | link | commenti
categorie: comunicazioni ai bloggari spammo

Il Centro del fiume . Pierangelo Bertoli (1978)

Molto bravo il ragazzo che ha montato sto video...e lo ha pubblicato su youtube
chiamandolo "La guerra dei bambini!"
Grazie.

Figure di carta che devono nuovi pensieri
E fragili miti creati dal mondo di ieri
disperdono giovani forze sottratte al domani
Lasciando distorte le menti e vuote le mani

Consumi la vita sprecando il tuo tempo prezioso
Raggeli la mente in un vano e assoluto riposo
Trascorri le ore studiando le pose già viste
Su schermi elettronici oppure su  false riviste

E tieni le orecchie tappate agli inviti del suono
E questa è una polvere grigia
che cade sugli occhi dei figli dell'uomo

Deciso a sfuggire il tuo tempo che soffia e ribolle
Non abile a prendere il passo di un mondo che corre
Coraggio è soltanto una strana parola lontana
Tu cerchi rifugio in un pezzo di canapa indiana

Il sesso che prendi con facile e semplice gesto
Rimane ancora e di nuovo soltanto un pretesto
E ancora nascondi la testa alla luce del sole
Il sesso è scoperto però hai coperto l'amore

E tieni le orecchie tappate…

Fai parte di un gregge che vive ignorando il domani
E corri da un lato e dall'altro ad un cenno di cani
Il mito di un lupo mai visto ti ha fritto il cervello
E corri perfino se il branco ti porta al macello
E dormi nel centro del fiume che corre alla meta

E niente che possa turbare il tuo sonno di seta
Qualcuno ti grida di aprire i tuoi occhi nebbiosi
Ma tu preferisci annegare in giorni noiosi
Non senti che ti stanno chiamando con voce di tuono
E questa è una polvere grigia che cade sugli occhi dei figli dell'uomo.

postato da: percynhax alle ore 18:50 | link | commenti
categorie: crecer

A muso duro . PierAngelo Bertoli - 1979

Mancano le persone come te.


E adesso che farò, non so che dire
e ho freddo come quando stavo solo

ho sempre scritto i versi con la penna
non ordini precisi di lavoro.

Ho sempre odiato i porci ed i ruffiani
e quelli che rubavano un salario

i falsi che si fanno una carriera
con certe prestazioni fuori orario

Canterò le mie canzoni per la strada
ed affronterò la vita a muso duro
un guerriero senza patria e senza spada
con un piede nel passato
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.

Ho speso quattro secoli di vita
e ho fatto mille viaggi nei deserti
perché volevo dire ciò che penso
volevo andare avanti ad occhi aperti

adesso dovrei fare le canzoni
con i dosaggi esatti degli esperti
magari poi vestirmi come un fesso
per fare il deficiente nei concerti.

Canterò le mie canzoni per la strada
ed affronterò la vita a muso duro
un guerriero senza patria e senza spada
con un piede nel passato
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.

Non so se sono stato mai poeta
e non mi importa niente di saperlo
riempirò i bicchieri del mio vino
non so com'è però vi invito a berlo

e le masturbazioni cerebrali
le lascio a chi è maturo al punto giusto

le mie canzoni voglio raccontarle
a chi sa masturbarsi per il gusto.

Canterò le mie canzoni per la strada
ed affronterò la vita a muso duro

un guerriero senza patria e senza spada
con un piede nel passato
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.

E non so se avrò gli amici a farmi il coro
o se avrò soltanto volti sconosciuti
canterò le mie canzoni a tutti loro
e alla fine della strada
potrò dire che i miei giorni li ho vissuti.





postato da: percynhax alle ore 18:42 | link | commenti
categorie: musica, crecer